Statuto Organismo di Mediazione e Conciliazione Forense di Pesaro (OMFP)

Art. 1 – Principi generali e Oggetto.

  Il presente statuto disciplina l’organizzazione interna dell’ORGANISMO DI MEDIAZIONE  E CONCILIAZIONE FORENSE DI PESARO – (in seguito nello statuto denominato “OMFP”), fissa i criteri per individuare il Mediatore e stabilisce la procedura di mediazione.

  L’Organismo – Organismo non autonomo dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro – ha per oggetto ogni servizio riguardante il ricorso alla negoziazione, alla mediazione, all’arbitrato e a tutte le tecniche e procedure di prevenzione e risoluzione stragiudiziale delle controversie (ADR).

  L’Organismo si ispira ai principi di informalità, riservatezza, rapidità e professionalità.

  In particolare, l’Organismo ha per scopo sociale la fornitura di servizi di mediazione e la risoluzione stragiudiziale delle controversie, di qualsiasi natura e/o tipo, insorte tra le persone fisiche e/o giuridiche aventi domicilio e sede sociale in Italia o all’estero.

  L’Organismo ha altresì lo scopo di organizzare e realizzare corsi di formazione in materia di mediazione e/o ADR.

  Qualora previsto dalla normativa, l’Organismo potrà rilasciare attestati di frequenza ai corsi o, se consentito dalla legge, certificati abilitativi all’attività di mediatore o di arbitro; potrà, inoltre, svolgere attività di studio e promozione culturale in materia di mediazione e soluzione alternativa delle controversie, mediante convegni, seminari, corsi, tavole rotonde, pubblicazioni, studi, ricerche, ecc, al fine di agevolare, con qualsiasi forma di comunicazione, la conoscenza e lo sviluppo delle tecniche e risoluzioni delle problematiche inerenti sia alla mediazione sia di tutte le altre soluzioni alternative alle controversie, ivi compreso l’arbitrato conformemente al D.Lgs 28/2010 e successive modifiche.

Art. 2 – Organi.

  Ai fini della gestione dell’Organismo e delle procedure alternative da esso amministrate, sono istituiti i seguenti organi:

  1. Consiglio Direttivo;

  2. Coordinatore;

  3. Segretario Generale.

 Tutti gli organi possono avvalersi della Segreteria Amministrativa dell’Organismo.

 Art. 3 – Il Consiglio Direttivo.

  Il Consiglio Direttivo è composto da 3 a 5 membri nominati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro; tutti i componenti del Consiglio durano in carica per due anni, sono rieleggibili e possono essere revocati per gravi motivi.

 Il Consiglio Direttivo cura l’organizzazione e la gestione dell’Organismo; stabilisce le successive modifiche al regolamento di procedura (REGOLAMENTO); stabilisce i requisiti di formazione e selezione dei mediatori eventualmente anche integrativi del regolamento; decide riguardo alle domande di ricusazione; nomina il Coordinatore e il Segretario Generale; sceglie il personale della Segreteria Amministrativa.

  Qualsiasi impegno di spesa deliberato dal Consiglio Direttivo dovrà essere approvato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro, anche mediante ratifica di provvedimenti adottati in via d’urgenza dal Presidente dell’Organismo medesimo.

Il Consiglio Direttivo è altresì competente a provvedere nei casi non espressamente disciplinati dal presente Statuto, procedendo per analogia e secondo i principi che ispirano il medesimo e nel rispetto della normativa vigente.

Art. 4 – Il Coordinatore.

 Il Coordinatore è nominato tra i componenti del Consiglio Direttivo ed è rieleggibile; può essere revocato dallo stesso Consiglio per gravi motivi.

 Il Coordinatore rappresenta e coordina il Consiglio Direttivo; esegue ogni delibera del Consiglio e, su delega dello stesso Consiglio, nomina ovvero sostituisce il mediatore secondo la procedura indicata per gestire ogni procedura conciliativa; è responsabile della tenuta e dell’aggiornamento degli elenchi dei mediatori, nonché per tutti gli altri compiti attribuitigli dal presente Statuto.

 Art. 5 – Il Segretario Generale.

Il Segretario Generale è incaricato di custodire il fascicolo di ciascuna procedura attivata e di tenere un registro, anche informatico, delle procedure di mediazione, con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo, i dati identificativi delle parti, l’oggetto della controversia, il mediatore designato, la durata del procedimento e il relativo esito. Il fascicolo di ciascun procedimento è conservato per i tre anni successivi alla chiusura del procedimento.

Le parti in lite hanno diritto di accesso agli atti del fascicolo, fatte salve le comunicazioni riservate indirizzate al solo mediatore dall’Organismo o dalle parti.

Art. 6 – La Segreteria Amministrativa.

La Segreteria Amministrativa, composta da due persone scelte dal Consiglio Direttivo, si trova presso la sede dell’Ordine di Pesaro.

La Segreteria cura l’espletamento dei servizi amministrativi e logistici indispensabili per lo svolgimento dei procedimenti di risoluzione delle controversie; tiene i fascicoli delle procedure di mediazione e cura ogni altra attività inerente al procedimento di mediazione. La direzione ed il coordinamento di tali attività sono effettuate sotto la guida e il controllo del Segretario Generale.

Art. 7 – Attivazione della procedura.

La procedura di mediazione si attiva attraverso il deposito di una domanda di mediazione presso la Segreteria.

 Tutta la procedura, regolamentata dai principi di informalità, riservatezza e celerità, segue la procedura indicata nel regolamento di procedura, conformemente al D.lgs 28/2010 e successive modifiche e ai successivi decreti attuativi.

Art. 8 – Il Mediatore.

 Il mediatore  terzo ed imparziale non decide la controversia ma aiuta le parti a trovare un accordo soddisfacente per i loro interessi.

La nomina del singolo mediatore è fatta dal Coordinatore nell’ambito di un’apposita lista di nominativi, formata sulla base di standard minimi di accreditamento previsti dalla vigente normativa e dal regolamento di procedura.

 L’inserimento nella suddetta lista degli Avvocati del Foro di Pesaro ovvero degli altri fori con cui l’Ordine degli avvocati di Pesaro abbia stipulato specifico accordo, che ne facciano richiesta, compete al Coordinatore sulla base dei requisiti di selezione stabiliti dal Consiglio Direttivo.

 Il Consiglio provvederà ad individuare procedura di turnazione dei mediatori.

In controversie di particolare complessità, il Coordinatore può concordare con il mediatore l’individuazione di un coadiutore del mediatore, con il consenso delle parti e senza aggravio di spese per le medesime.

  Le parti possono individuare congiuntamente il proprio mediatore tra i nominativi inseriti all’interno della lista.

Il mediatore si impegna a rispettare le norme di comportamento allegate al presente Statuto (Allegato C), garantendo, in particolare, la propria indipendenza, neutralità ed imparzialità rispetto alle parti in lite ed all’oggetto della controversia; a tal fine, contestualmente all’accettazione dell’incarico, il mediatore deve sottoscrivere una dichiarazione di imparzialità e deve dichiarare, per iscritto all’Organismo, qualsiasi circostanza che possa mettere in dubbio la sua indipendenza, neutralità o imparzialità. Parimenti, egli deve comunicare qualsiasi circostanza intervenuta successivamente che possa avere il medesimo effetto o gli impedisca di svolgere adeguatamente le proprie funzioni. In ogni caso, le parti possono richiedere al Coordinatore, in base a giustificati motivi, la sostituzione del mediatore nominato nonché proporre domanda di ricusazione al Consiglio Direttivo nei casi disciplinati dall’art. 51 c.p.c.. Costituisce comunque motivo di incompatibilità la presenza nello studio del mediatore di colleghi che risultino difensori di una delle parti.

Accettato il mandato, il mediatore non può rinunciarvi se non per gravi motivi.

La sostituzione del mediatore, che per qualunque motivo fosse impossibilitato a svolgere la sua funzione, deve avvenire a cura del Coordinatore nel tempo più breve possibile.

 Il mediatore non potrà comunque svolgere in seguito, tra le stesse parti e in merito alla stessa controversia, funzioni di difensore o di arbitro. La violazione di questa norma costituisce illecito disciplinare e, comunque, porterà il suddetto mediatore ad essere sospeso dalla mediazione per anni uno.

Art. 9 – L’incontro di mediazione.

 Le procedure di mediazione si svolgono, salvo diverse esigenze organizzative, negli Uffici dell’Organismo, presso la sede dell’Ordine degli avvocati di Pesaro.

Tempi procedure, conformemente al D.lgs 28/2010 e successive modifiche, sono regolamentati dal regolamento di procedura (All. A).

Le parti partecipano all’incontro preferibilmente di persona, rappresentati e/o assistiti come da legge e regolamento.

In ogni caso, è necessario portare a conoscenza della Segreteria, con congruo anticipo, i nominativi di chi sarà presente all’incontro.

Il mediatore conduce personalmente l’incontro senza formalità di procedura, sentendo le parti congiuntamente e/o separatamente.

Art. 10 – Esito dell’incontro di mediazione.

Dell’esito dell’incontro si redige processo verbale conforme al Regolamento di procedura.

Art. 11 – Riservatezza.

L’Organismo richiede che qualsiasi informazione o documentazione fornita dalle parti nel corso della procedura abbia carattere riservato e non possa essere divulgata senza il consenso espresso della parte che l’ha fornita, fatte salve inderogabili disposizioni di legge.

Il personale dell’organismo, il mediatore, le parti e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intervengono all’incontro, si dovranno impegnare a non divulgare a terzi estranei i fatti e le informazioni apprese nel corso dell’incontro di mediazione. Essi si impegneranno, altresì, a non utilizzare, nel corso di eventuali successivi procedimenti contenziosi promossi dalle stesse parti in relazione al medesimo oggetto, le dichiarazioni apprese durante il procedimento di mediazione.

Le parti, infine, si impegneranno ad astenersi dal chiamare il mediatore, il personale dell’Organismo e chiunque altro abbia preso parte al procedimento, a testimoniare in giudizio sui fatti e sulle circostanze di cui sono venuti a conoscenza in relazione al procedimento di mediazione.

Si richiama al riguardo, anche in via analogica per altre materie, l’art. 9 del D.Lgs 28/2010.

Art. 12 – Indennità spettante all’ente di mediazione.

 Per quanto riguarda il Regolamento di mediazione e la composizione delle indennità nonché la tabella delle indennità, ci si riporta a quanto previsto nel  DM 180/2010 e successive modifiche.

 Il regolamento di procedura, ex art. 7 del DM 180/2010, è quello riportato all’Allegato A, che è parte integrante del presente Statuto.

Art. 13 – Casi specifici di mediazione previsti dalla legge.

 Nelle controversie in cui sia previsto per legge un tentativo di mediazione, il presente Statuto e l’allegato Regolamento si applicano, in quanto compatibili con la normativa di riferimento, ivi compresa quella di cui al D.lgs. 04 marzo 2010 n.28 e successive modifiche.

 La qualificazione del rapporto e la competenza territoriale sono oneri esclusivi della parte che deposita la domanda. Nel corso dell’incontro di mediazione, le parti ed il mediatore sono liberi di effettuare una diversa qualificazione.

Art. 14 – Altre attività.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro provvederà ad emanare specifici regolamenti al fine di regolamentare eventuali attività e procedure non previste nel Regolamento di cui all’Allegato A.

Art. 15 – Modifiche allo Statuto dell’Organismo di Mediazione Forense – Organismo non autonomo dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro.

 Lo Statuto può essere modificato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro. Il regolamento di procedura o i suoi allegati possono essere modificati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ovvero dal Consiglio Direttivo. Le modifiche non hanno effetto per le procedure in corso alla data della loro entrata in vigore.

 Ai fini di cui all’art.10 del D.M. n.28/2010, in caso di cancellazione dell’Organismo dal registro di cui all’art. 16 del D. Lgs 28/2010, i procedimenti in corso, per i quali è già stato nominato il mediatore, saranno comunque portati a conclusione.