Stabilizzazione del tentativo di mediazione come condizione di procedibilità

Manovra correttiva: la legge di conversione in Gazzetta
LEGGE 21 giugno 2017, n. 96

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori
interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. (17G00112) (GU n.144 del 23-6-2017 – Suppl. Ordinario n. 31) Vigente al: 24-6-2017

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1

[….]

Art. 11-ter. – (Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali). – 1. Il terzo e il quarto periodo del comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, sono sostituiti dal seguente: “A decorrere dall’anno 2018, il Ministro della giustizia riferisce annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione delle disposizioni del presente comma”».

Alla luce del provvedimento approvato, il nuovo comma 1bis dell’art. 5 del Dlgs 28/10 è il seguente:
1-bis. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. La presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione. A decorrere dall’anno 2018, il Ministro della giustizia riferisce annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione delle disposizioni del presente comma. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

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COSTO RACCOMANDATE PER CONVOCARE LE PARTI IN MEDIAZIONE

SI COMUNICA CHE, VISTI GLI AUMENTI DEL COSTO DELLE RACCOMANDATE DA PARTE DI POSTE ITALIANE E SOCIETA’ AFFILIATE,

L’ORGANISMO DI MEDIAZIONE ADEGUA IL COSTO AUMENTANDO DA € 5,35 A € 6,75 CIASCUNA RACCOMANDATA.

NB: SI RICORDA CHE QUALORA LE PARTI DA CONVOCARE POSSIEDANO LA PEC, NON SI PAGANO I COSTI PER LE RACCOMANDATE.

 

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INCONTRI DI MEDIAZIONE CONFERMATI

SI COMUNICA CHE TUTTI GLI INCONTRI DI MEDIAZIONE GIÀ FISSATI PER IL MESE DI GENNAIO SONO CONFERMATI E SI TERRANNO PROVVISORIAMENTE PRESSO I LOCALI MESSI A DISPOSIZIONE DAL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PESARO-URBINO NELLA SEDE DI VIA GRAMSCI N. 4 IN PESARO PIANO TERZO, FINO A NUOVA COMUNICAZIONE.

Il numero diretto “provvisorio” a cui poter contattare la Segreteria dell’Organismo di mediazione è 0721/3592057 (Marica).

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Sentenza del Tar Lazio n. 3989 depositata il 01.04.2016

per l’annullamento

1) quanto al ricorso, previa sospensione:

dell’art. 6 – nella sua interezza – del Decreto del Ministro della Giustizia del 4.08.2014 n. 139, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23.09.2014, che ha inserito l’art. 14-bis nel Decreto del Ministro della Giustizia del 18.10.2010 n. 180;

– ovvero, in via subordinata, dell’art. 6 del decreto del Ministro della Giustizia del 4.8.2014 n. 139 nella parte in cui dispone che “1. Il mediatore non può essere parte ovvero rappresentare o in ogni modo assistere parti in procedure di mediazione dinanzi all’organismo presso cui è iscritto o relativamente al quale è socio o riveste una carica a qualsiasi titolo; il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero che esercitino la professione negli stessi locali” (art. 14-bis, comma 1, Decreto del Ministro della Giustizia del 18.10.2010 n. 180);

– ovvero, in via ulteriormente subordinata, dell’art. 6 del Decreto del Ministro della Giustizia del 04.08.2014 n. 139 nella parte in cui dispone che “1…il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero che esercitino la professione negli stessi locali” (art. 14-bis, comma 1, Decreto del Ministro della Giustizia del 18.10.2010 n. 180);

– di ogni altro provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale ancorchè non conosciuto dai ricorrenti, ove lesivo, con riserva di motivi aggiunti;

2) quanto ai motivi aggiunti:

– della Circolare 14 luglio 2015 – Avente ad oggetto “incompatibilità e conflitti di interesse mediatore e avvocato” emanata dal Dipartimento per gli affari di giustizia – Ufficio III – Reparto mediazione a firma del Direttore Generale della giustizia civile dott. Marco Mancinetti;

– di ogni altro provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale.”

omissis

“P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso e i motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, li accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.”

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Il declino del processo e la “giurisdizione forense”

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Mediazione improcedibile

Si riporta di seguito il link al quale scaricare l’articolo dell’11/01/2016 sulla mediazione dichiarata improcedibile quando non iniziata effettivamente dalle parti

http://www.oua.it/NotizieOUA/scheda_rassegna.asp?ID=16688

[Il Giudice osservava, quindi, come l’effettivo esperimento del procedimento di mediazione non è assolutamente rimesso alla mera discrezionalità delle parti, con conseguente libertà di queste, una volta depositata la domanda di avvio della procedura e fissato il primo incontro dinanzi al mediatore, di manifestare il proprio disinteresse nel procedere al tentativo, ma costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’art. 8 del dlgs 28/2010, nel prevedere che il mediatore, durante il primo incontro, debba invitare le parti e i loro avvocati «ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura ili mediazione», secondo il giudice deve essere interpretato «nel senso di attribuire al mediatore il compito di verificare l’eventuale sussistenza di concreti impedimenti all’effettivo esperimento della procedura e non già quello di accertare la volontà delle parti in ordine all’opportunità di dare inizio alla stessa. Se così non fosse non si tratterebbe, nella sostanza, di mediazione obbligatoria bensì facoltativa e rimessa al mero arbitrio delle parti»]

 

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Ordinanza Consiglio di Stato cautelare su Tar n. 1351 del 2015 – spese di avvio

“Il Consiglio di Stato, con l’Ordinanza n. 01694/2015, ha sospeso, in via cautelare, l’esecutività della Sentenza del Tar Lazio n. 01351/2015, sul punto relativo alle spese di mediazione, seguendo peraltro la stessa tesi sostenuta dal Coordinamento della Conciliazione Forense.
Le spese di avvio, allo stato, sono pertanto dovute da tutte le parti secondo quanto previsto dal DM 180/2010 e successive modifiche.”
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Tribunale di Vasto su Mediazione obbligatoria e mediazione demandata

Recentissima sentenza emessa dal Tribunale di Vasto su Mediazione obbligatoria e mediazione demandata:

le parti debbono comparire personalmente all’incontro con il mediatore, pena l’improcedibilità della domanda giudiziale.

 

Mediazione -mancata comparizione personale delle parti- Improcedibità della domanda

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COMUNICAZIONE URGENTE – SPESE DI SEGRETERIA PROCEDURA DI MEDIAZIONE 48,80 €

In relazione alle indicazioni ministeriali successive alla Sentenza n. 1351 del 23/01/2015,

vista la delibera del COA Pesaro,

si comunica che:

la segreteria al deposito della domanda provvederà alla nomina del mediatore e alla fissazione della data di incontro;

le Spese di Avvio del procedimento pari ad € 48,80 sono richieste per le comunicazioni effettuate dalla Segreteria alle parti chiamate e ogni incombenti amministrativo;

è facoltà della parte chiamante non versare tali spese, provvedendo però direttamente a tutti gli incombenti amministrativi di segreteria, come: ritiro, entro sette giorni dal proprio deposito, della fissazione della data e della nomina del mediatore, effettuazione delle copie per le altre parti compresa la redazione della lettera di convocazione secondo le normative vigenti e successive indicazioni ministeriali, invio di tutte le comunicazioni di rinvio e quant’altro si presenti necessario.

Le medesime considerazioni valgono anche per le parti chiamate, che intendono aderire al primo incontro.

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SENTENZA TAR LAZIO – Diritti di Segreteria

“Il Consiglio dell’Ordine, in considerazione della Sentenza TAR Lazio 23/01/2015 n. 1351 delibera che saranno comunque richieste le spese di avvio, all’attivazione da parte dell’istante, ed alla partecipazione al I° incontro “filtro” dalla/e parte/i chiamata/e, pari ad € 48,80 per le controversie di valore fino a 250.000,00 ed € 97,60 per le superiori ai 250.000,01, come modificati dal D.M. n. 139/2014 del 24.09.2014, che contribuiscono a coprire i costi fissi della Segreteria dell’Organismo, altrimenti onere dell’Ordine Avvocati.”

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